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I nostri progenitori tracciarono il territorio sul quale abitavano con "strade" per facilitare le comunicazioni tra l'interno della penisola e il mare. Queste "strade" sono chiamate "tratturi" larghe fasce di terreno (lo studioso Palasciano riferisce che essi erano larghi 60 passi napoletani, cioè 11 metri), con il compito appunto sin da epoche remote, di collegare gli insediamenti sparsi sulle Murge con i popoli della costa ionica e adriatica. La rete stradale pugliese composta dai tratturi era preesistente a quella romana. Essi, nel corso del tempo, hanno avuto diverse funzioni di transumanza di animali e di itinerari. Servivano alla comunità del nostro territorio per le comunicazioni socio-economiche con le genti lucane, campane e abruzzesi. Erano seguiti dalle immigrazioni degli antichi popoli nell'Età pre-classica, ed erano altresì arteria di commercializzazione di prodotti dei vari insediamenti. Su queste strade tortuose e difformi è avvenuto il fenomeno della transumanza, cioè grande trasferimento di animali, per lo più ovini, verso le zone destinate al pascolo che, fino a qualche anno fa, era possibile osservare. Questo fenomeno aveva due date importanti: verso l'8 Settembre muoveva dall'Abruzzo e dalla Campania verso la Murgia pugliese e materana; verso il 28 Marzo rientrava nelle regioni di provenienza. Su queste strade viaggiavano i mercanti di pelli, dì manufatti di argille, di utensili metallici per raggiungere le zone lucane, campane, i porti di Taranto e di Brindisi per i mercati dell'Oriente.